Il numero che paghi davvero
Il costo di una ricarica è il prodotto di tre cose: quanti kWh entrano, quanto se ne perde per strada, e quanto costa il tuo kWh. A sbagliare non è quasi mai il primo termine, è il terzo — si prende il numero letto in un articolo invece di quello della propria bolletta.
Tre kilowatt: il vincolo di cui nessuno parla nelle recensioni
In Italia il contratto domestico standard è da 3 kW, e questa è la differenza più grande fra la teoria delle prove su strada e la vita reale di chi ricarica a casa. A 3 kW una batteria da 42 kWh passa dal 20 all'80% in circa nove ore: fattibile di notte, ma senza margine. E la potenza è condivisa con il resto della casa — forno, piano a induzione, phon e asciugatrice diventano incompatibili con la ricarica in corso.
Le strade sono due, e vanno valutate prima di comprare la wallbox. Alzare la potenza impegnata a 4,5 o 6 kW costa di più in quota fissa ogni mese, indipendentemente da quanto consumi. Oppure tenere i 3 kW e ricaricare ogni notte poco alla volta, che per chi fa venti o trenta chilometri al giorno è più che sufficiente. Da una normale presa domestica l'auto assorbe circa 2,3 kW, non i 3 kW pieni del contratto: otto ore di notte valgono quindi poco più di 18 kWh dalla presa, cioè intorno ai 110 km — molto più di quanto la maggior parte delle persone percorra in un giorno.
Le fasce orarie, e quando conviene davvero
I contratti a fasce dividono la settimana in F1 (feriali 8–19), F2 (feriali 7–8 e 19–23, sabato 7–23) e F3 (notti, domeniche e festivi). Chi ricarica mentre dorme sta in F3 quasi sempre, che è la fascia più economica.
Attenzione però a una cosa: con un contratto monorario il prezzo è unico e ricaricare di notte non cambia nulla in bolletta. Vale la pena guardare quale dei due contratti si ha prima di convincersi di star risparmiando. E se invece hai il fotovoltaico, il calcolo si ribalta: conviene ricaricare a mezzogiorno con il sole, cioè esattamente in F1, la fascia più cara da rete.
Elettrica contro benzina, onestamente
Il confronto regge solo con consumi reali e non con i dati di omologazione. Una citycar elettrica sta sui 14–16 kWh/100 km in uso misto, di più d'inverno e in autostrada; la sua equivalente a benzina fra 6 e 7 l/100 km nelle stesse condizioni.
Due riserve per restare onesti. L'inverno gioca contro l'elettrica: il riscaldamento attinge dalla batteria mentre un motore termico scalda con calore che perderebbe comunque, e 18–20 kWh/100 km sui tragitti brevi di gennaio sono normali. Al contrario il traffico gioca a favore: un'auto a benzina brucia da ferma, un'elettrica no. E se ricarichi spesso alle colonnine rapide in giro, lì il prezzo al kWh è molte volte quello di casa — i risparmi calcolati qui non valgono per quei chilometri.
Domande frequenti
Quanto costa una ricarica?
≈ 7,84 € per 42 kWh dal 20 all'80% a 0,28 €/kWh.
Che prezzo inserisco?
Quello della bolletta tutto compreso — fascia F3 se ricarichi di notte.
Bastano 3 kW?
Per ricaricare di notte sì, ma niente forno insieme; per una wallbox da 7 kW serve alzare la potenza.
Cosa sono F1, F2, F3?
Le fasce orarie: F3 sono notti, domeniche e festivi, la più economica.
Perché due numeri in kWh?
La batteria riceve meno di quanto conta il contatore; la differenza va in calore.